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	<title>Laura Lauzzana &#187; tunisi45</title>
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	<description>scrittrice</description>
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		<title>4 Giugno 2014Caffè Pedrocchi &#8211; Padova</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jun 2014 11:25:40 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[EventiPassati]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentazione del libro Tu mi guardi - Sala Rossini presso Caffè Pedrocchi - Padova]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Incontro con la scrittrice. Presenti i relatori Luigi Gallimberti, psichiatra e Bruna Mozzi, critica letteraria.</p>
<p>Evento organizzato da: Assessorato alla Cultura di Padova</p>
<p><iframe style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m14!1m8!1m3!1d22408.667504809408!2d11.877081!3d45.407657!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!3m3!1m2!1s0x0%3A0xb318499bb671b927!2sCaff%C3%A8+Pedrocchi!5e0!3m2!1sit!2sus!4v1402140252340" height="450" width="100%" frameborder="0"></iframe></p>
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		<title>3 Giugno 2014Palazzo delle Esposizioni &#8211; Roma</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jun 2014 10:47:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[tunisi45]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[EventiPassati]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentazione del libro <i>Tu mi guardi</i> alla Libreria Arion - Palazzo delle Esposizioni - Roma]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sono intervenuti assieme all’autrice:<br />
Vincenzo Vita, giornalista e Christian Raimo, scrittore e l’attrice Simonetta De Nichilo che ha letto dei brani tratti dal libro.</p>
<p>Evento organizzato da: Editore Anordest e Libreria Arion.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m18!1m12!1m3!1d2969.6929556730443!2d12.490146000000005!3d41.89946000000001!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!3m3!1m2!1s0x132f61ae65611c6f%3A0x5962ba76524b3146!2sPalazzo+delle+Esposizioni!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1402138321218" height="450" width="100%" frameborder="0"></iframe></p>
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		<title>Corriere della SeraViaggio orfico nel silenziodi Franco Manzoni</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Apr 2014 17:24:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Romanzo d’iniziazione più che di formazione, un viaggio orfico, una viscerale attrazione esoterica e sensuale per la natura. Si può sopravvivere anche attraversando con sofferenza l&#8217;oceano grigio di una crescita problematica, mai accettata, per certi versi&#8221;eroica&#8221;: questo è il messaggio di Laura Lauzzana all&#8217;esordio con l&#8217;intenso Il resto del giorno. &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Romanzo d’iniziazione più che di formazione, un viaggio orfico, una viscerale attrazione esoterica e sensuale per la natura. Si può sopravvivere anche attraversando con sofferenza l&#8217;oceano grigio di una crescita problematica, mai accettata, per certi versi&#8221;eroica&#8221;: questo è il messaggio di Laura Lauzzana all&#8217;esordio con l&#8217;intenso <em>Il resto del giorno</em>.</p>
<p><a href="http://www.lauralauzzana.it/wp-content/uploads/2014/04/20110123_corriere_laura-laz.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-91" alt="20110123_corriere_laura-laz" src="http://www.lauralauzzana.it/wp-content/uploads/2014/04/20110123_corriere_laura-laz.jpg" width="800" height="720" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La RepubblicaCosì Mara raccontala sua fatica di crescere.di Silvana Mazzocchi</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Apr 2014 17:36:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[tunisi45]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Una ricerca di se stessi, spesso contraddittoria e mai del tutto esente dal dolore, che porta all&#8217;approdo solo quando si arriva davvero ad ascoltare la propria natura, contro ogni conformismo e senza cedere alle lusinghe delle gabbie culturali che condizionano e spingono all&#8217;omologazione. Mara, bambina anomala e diversa rispetto alle sue coetanee, diventa un&#8217;adolescente fragile [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Una ricerca di se stessi, spesso contraddittoria e mai del tutto esente dal dolore, che porta all&#8217;approdo solo quando si arriva davvero ad ascoltare la propria natura, contro ogni conformismo e senza cedere alle lusinghe delle gabbie culturali che condizionano e spingono all&#8217;omologazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Mara, bambina anomala e diversa rispetto alle sue coetanee, diventa un&#8217;adolescente fragile e inquieta, quindi una giovane donna in fuga verso la città. Lascia la sua casa e il mare per affermarsi e, allontanandosi dal suo paese e dalla sua famiglia, spezza il filo del suo destino di ragazza di provincia, imponendo la sua volontà come segnale impellente di emancipazione. Uno strappo perfettamente in linea con le scelte femminili della sua generazione ma, a sorpresa, solo punto di partenza per imboccare finalmente il percorso a lei più consono. Mara si cerca, si accetta finalmente e può dunque ricostruirsi, attraverso la scoperta di ciò che veramente ha senso e importanza per lei, a partire dalla natura e dal mare, elementi essenziali alla sua esistenza. Fino a riconquistare identità e radici. E a ritornare al suo paese, con la consapevolezza della maturità. Retromarcia solo apparente e invece, a dispetto di ogni inganno, autentica emancipazione personale,</p>
<p style="text-align: justify;">Con una scrittura ricca e a tratti sontuosa, con <i>Il resto del giorno</i> Laura Lauzzana ci offre una storia esemplare, tessuta di emozioni e sentimenti e in cui ciascuno può ritrovare quell&#8217;elemento misterioso e contraddittorio che segna la vita di tutti; primaria necessità troppo spesso soffocata da una quotidianità cieca e sorda rispetto alle nostre esigenze più intime.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Disobbedire, tornare indietro; Mara spezza comunque il filo del suo destino. Perché &#8220;Il resto del giorno&#8221;?</b><br />
La protagonista del libro riassume nella sua crescita la lotta che un individuo deve ingaggiare con la propria esistenza. A cominciare da quelle relazioni date e non scelte che sono i legami familiari e parentali. Se all&#8217;inizio Mara subisce, poi costruisce lentamente una propria consapevolezza, che si fa liberatoria a partire dall&#8217;accettazione della diversità da cui si sente marchiata. L&#8217;essere diversi, che prima Mara assume come propria colpa e motivo delle relazioni malate con le persone, offre la possibilità di scoprire un proprio modo di reagire a ciò che sembra non avere un senso, a ciò che ammorba le relazioni umane anche più intime. Paradossalmente scopre, nella propria marginalità, un&#8217;opportunità di riscatto. Da qui il titolo del libro, che in realtà ha più significati. Oltre all&#8217;ovvio, che è ciò che rimane del giorno trascorso, il fare le somme con se stessi, l&#8217;essenza del titolo sta in quel resto che rimane nascosto, segreto, rimosso in una dimensione parallela all&#8217;agire quotidiano. Mi riferisco alle cose non dette o non dicibili, a come in quell&#8217;assenza da una parte si scavano paure individuali e incomprensioni nelle relazioni con gli altri, dall&#8217;altra si possono creare mondi segreti. Ma il titolo ingloba anche un altro significato. Mentre i giorni trascorrono, e ci si ritrova nella morsa delle incombenze quotidiane, la vita fugge, e ci si chiede: Oddio, dov&#8217;è il resto? Le aspirazioni e i sogni di un tempo?</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Lei si è occupata di dinamiche dell&#8217;immigrazione. Mara sceglie le proprie radici. Quanta realtà c&#8217;è nel suo romanzo?</b><br />
Con le dovute distinzioni, si può dire che Mara un po&#8217; condivida l&#8217;estraniamento e quindi la necessità di una ricerca di senso che investe la vita di ogni immigrato, soprattutto di prima generazione. Ma vi è una principale differenza. Gli immigrati, o migranti, si ritrovano in un luogo &#8220;altro&#8221;, e in reazione a questa alterità si crea il conflitto tra la necessità di adattamento e la volontà di far rivivere le proprie appartenenze culturali, religiose e sociali. Si tratta di un fenomeno sociale per cui queste persone si ritrovano senza radici.<br />
Nel caso di Mara, si tratta di un&#8217;estraneità in termini esistenzialistici: il sentirsi stranieri e marginali rispetto all&#8217;esistenza stessa. La ricerca di un senso conduce Mara a tornare al luogo dell&#8217;infanzia &#8211; ciò che manca all&#8217;immigrato &#8211; perché lì si è condensato il tempo dell&#8217;incanto con segni visibili solo a lei.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>La storia di Mara scorre negli anni; nel tempo cambia la sua terra, la società. Qual é il cammino di Mara?</b><br />
La storia di Mara può essere letta come una rivendicazione in due sensi. Il primo, quello più intimo ed esemplare, riguarda il riscatto dell&#8217;infanzia sull&#8217;adultità. La bambina, nonostante le difficoltà, con gli occhi dell&#8217;incanto scopre del mondo cose che gli adulti non riescono più a vedere o per cui non riescono più ad emozionarsi. L&#8217;accento del libro su quel periodo della vita in cui le sensazioni sono amplificate sta nel voler dilatare il tempo stesso, sospenderlo dalle occupazioni proprie dei &#8220;grandi&#8221;.<br />
Da adulta, Mara riconoscerà la superiorità dell&#8217;infanzia e si ritirerà in quel rapporto con la natura sviluppato appunto da piccola. Qui trova una saggezza nella contemplazione della propria finitezza che però confluisce in un ciclo eterno, ricordato dalla forza delle stagioni.<br />
Questo ci porta a riconoscere nella protagonista anche una rivendicazione dell&#8217;individuo sulla società massificata. Nella fuga dalle metropoli, nella ricerca di solitudine, Mara si sottrae alle distrazioni offerte dalla società che vorrebbero cancellare quello spaesamento e quel sottofondo doloroso dell&#8217;esistenza. L&#8217;accettazione di Mara di guardare in faccia la solitudine diventa invece salvezza, spogliandosi di falsi bisogni e della necessità di consumare.</p>
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		<title>Corriere del VenetoL’educazione di Mara nel tempo lento dei campi.di Massimiliano Melilli</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Apr 2014 14:17:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[tunisi45]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[A volte i romanzi hanno un va­lore aggiunto: restituire alla vita storie in filigrana, vicen­de che altrimenti finirebbero nel di­menticatoio. Non è un caso se nella letteratura del Novecento si stia rita­gliando uno spazio sempre più auto­revole la Banca della Memoria con un volume in nome collettivo che Ei­naudi ha pubblicato di recente. Dun­que il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignright size-medium wp-image-175" alt="corriereveneto-4" src="http://www.lauralauzzana.it/wp-content/uploads/2014/04/corriereveneto-4-300x261.jpg" width="300" height="261" />A volte i romanzi hanno un va­lore aggiunto:</strong> restituire alla vita storie in filigrana, vicen­de che altrimenti finirebbero nel di­menticatoio. Non è un caso se nella letteratura del Novecento si stia rita­gliando uno spazio sempre più auto­revole la Banca della Memoria con un volume in nome collettivo che Ei­naudi ha pubblicato di recente. Dun­que il ricordo come grimaldello per scardinare alchimie e avanguardie di presunte nuove letterature. Così il lettore rimane piacevolmente spiazzato dall’esordio narrativo di Laura Lauzzana, origini friulane, stu­di filosofici con specialità in antro­pologia sociale, una vita a Padova, at­tualmente «romana», in passato in­stancabile viaggiatrice (Sud Ameri­ca, Europa, Africa). È come se le mol­te vite dell’autrice trovassero una sintesi seducente e convincente ne «Il resto del giorno» (Aliberti editore, 158 pagine, 16 euro).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Romanzo di formazione, impian­to classico e solido</strong>, dallo stile asciut­to che nulla cede alla retorica, è co­me un rosario da scorrere, lentamen­te. Racconta la storia di Mara, bambi­na che s’affaccia nell’oceano della vi­ta in un mondo affollato: genitori, sorelle, fratelli, zie, nonni. Tutto in­torno tante voci, interiori ed ester­ne. Sullo sfondo, gli elementi della natura che seguiranno la protagoni­sta in un flusso quasi fabulatorio fi­no all’età della maturità, ammesso che invero ne esista una. Il viaggio di Mara nell’oceano della crescita è come quello di un guscio fra le on­de. C’è la terra ovvero il luogo nata­le, un piccolo villaggio di campa­gna; c’è l’acqua a significare il mare della grande città dove si trasferisce Mara e c’è il fuoco dell’esistenza di una bambina che prima adolescen­te, poi donna, tutto divora con pras­si e azioni costantemente in contro­tendenza. È il Nordest che (ri)vive in queste pagine e lo fa con una poli­fonia di suoni e immagini che colpi­scono per nitidezza e immediatezza. «Avevo incubato la storia nei vent’anni trascorsi, l’avevo come as­sorbita &#8211; confessa Laura Lauzzana ­poi un giorno, da sola, è venuta a galla improvvisamente. Quanto a me, dopo anni in movimento ho av­vertito l’urgenza di stare ferma. In quel momento è arrivata la scrittu­ra. D’impulso, a getto continuo. Co­sì il romanzo è lievitato giorno dopo giorno, naturalmente. È come se ci mettessimo in ascolto di noi stessi per un lungo periodo e dopo senti il bisogno di esprimere tutto con una fuga dal presente. Ho cercato voluta­mente uno stile sobrio, non condi­zionato dal linguaggio televisivo &#8211; ri­flette la scrittrice &#8211; volevo che parlas­sero solo le figure. Da una parte è la rivendicazione dell’individuo sulla massa, dall’altra, la rivincita dell’in­conscio che si fa rifugio. Da questo angolo è nato il romanzo». Già, le figure. Le stesse che l’autri­ce, con un gioco d’intarsi in una scia­rada di ricordi, pare mutuare e rimo­dulare dalla grande tradizione lette­raria al femminile del Novecento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Certe ambientazioni &#8211; l’humus della famiglia, l’approccio con la vita da collegio</strong>, il ritorno a casa &#8211; evocano «Le strade di polvere» di Rosetta Loy mentre dialoghi, ritratti e bozzetti in un’affollata arena di contesti e perso­nalità, richiamano la «Bagheria» di Da­cia Maraini. Paradossalmente «Il re­sto del giorno» è un romanzo familia­re, anche a livello epidermico. Il let­tore, alla resa dei conti, finisce per sentirlo proprio, tanto è verosimile l’alveo dal quale si snoda la trama. Per paradosso, si diceva, poiché Ma­ra, la protagonista, è sì impegnata da sola nell’incontro-scontro con la vita ma alla resa dei conti, le figure genitoriali che paiono muoversi in seconda fila, di contro si esaltano nel vissuto dell’io narrante. Lo fan­no fra gli alti e bassi della quotidiani­tà: lavoro che non c’è, traslochi, va­canze comunque da fare, per i figli. Mara sospesa fra la campagna e il mare anche se alla fine tornerà alle origini. Struggente la descrizione di questa dicotomia. L’autrice l’affron­ta così: «Nella luminosità dei campi e lungo i fossati, la lentezza del tem­po era diversa da quella del villaggio di Mara. Il mare interrompeva di tan­to in tanto, col suo rumoreggiare, la morte apparente delle nebbie. Lì, in­vece, non si poteva sfuggire da oriz­zonti sempre fermi, sempre gli stes­si, che dilatavano il tempo in un amorfo silenzio». Lo stesso silenzio nel quale immaginiamo l’autrice al­la prese con la scrittura. «Devo mol­to ai silenzi, &#8211; confida quasi sussur­rando Laura Lauzzana &#8211; è una di­mensione che prediligo. Quanto alle voci, alle parole, alle esperienze, le affido volentieri alle figure di questo romanzo. Spero solo che non di­spiacciano ai lettori». Affatto.</p>
<div class='avia-button-wrap avia-button-left '><a href='http://www.edizionigrafite.it/laura2/wp-content/uploads/2014/04/corriereveneto.pdf' class='avia-button avia-icon_select-yes avia-color-theme-color avia-size-medium avia-position-left '  target="_blank"   ><span class='avia_button_icon' aria-hidden='true' data-av_icon='' data-av_iconfont='entypo-fontello'></span><span class='avia_iconbox_title' >Scarica Articolo in PDF</span></a></div>
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		<title>La Gazzetta del MezzogiornoFamiglia, più vicina se è più lontana.di Diego Zandel</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Apr 2014 14:49:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[tunisi45]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Seppur scritto in terza persona, il romanzo Il resto del giorno di Laura Lauzzana, una scrittrice che vanta prestigiosi riconoscimenti nel campo della antropologia sociale (ha vinto il primo premio «Grinzane Cavour» per la proposta di un programma culturale sulle leggende metropolitane), ha l’incedere di un mémoire. Racconta la vita di Mara, che conosciamo bambina [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-187" alt="gazzettamezzogiorno-3" src="http://www.lauralauzzana.it/wp-content/uploads/2014/04/gazzettamezzogiorno-3-226x300.jpg" width="226" height="300" />Seppur scritto in terza persona, il romanzo Il resto del giorno di Laura Lauzzana, una scrittrice che vanta prestigiosi riconoscimenti nel campo della antropologia sociale (ha vinto il primo premio «Grinzane Cavour» per la proposta di un programma culturale sulle leggende metropolitane), ha l’incedere di un mémoire.</p>
<p style="text-align: justify;">Racconta la vita di Mara, che conosciamo bambina sui monti della Carnia (e poi «migrante» con la famiglia al mare del Veneto dove il padre troverà lavoro come cameriere in un albergo della riviera), e lasciamo ormai donna, prima universitaria a Roma, poi in cerca di occupazione a Milano, e infine vediamo tornare dai suoi, al mare, per ritrovare, nell’elegia di una scrittura compatta, senza sbavature né inutili sentimentalismi, la parte più profonda di sé. Un romanzo che, pur nella semplicità del dettato, ha diverse chiavi di lettura.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo intervistato l’autrice.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel suo romanzo il sentimento prevalente nella bambina Mara è quello della vergogna. Cosa la faceva sentire diversa?</strong><br />
«La vergogna nasce sempre dal confronto con l’altro, dall’avver tire su di sé uno sguardo indagatore e spietato. Mara, bambina, estraniata dalla freddezza della madre, si sente a sua volta estranea al caos della casa e della famiglia numerosa che battaglia per la sopravvivenza quotidiana. La vergogna di sé compromette le sue relazioni sociali, la conduce al rifiuto del proprio corpo. Rispetto ai familiari e ai coetanei assume la propria diversità come colpa, che diventa esistenziale. Crescendo senza uno sguardo amorevole su di sé che dia sicurezza, Mara si confina ai margini della società e da lì si fa osservatrice, spera di sottrarsi al giudizio degli altri ».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>C’è una galleria di parenti, zii, nonni… In che misura può essere letta la sua anche come una storia famigliare?</strong><br />
«Seguendo la crescita di Mara, si seguono anche le vicende e le trasformazioni di una famiglia e dei rapporti parentali. Destini intrecciati da rapporti di sangue che agli occhi di Mara bambina sembrano moltiplicarsi a dismisura. Figure e generazioni diverse si intersecano in quella terra del Friuli che, pur lentamente, subirà comunque il cambiamento verso la modernità, attenuando l’at &#8211; taccamento alla terra, con i suoi rituali sociali e religiosi, abbandonando tradizioni che avevano un tempo amalgamato i rapporti umani nel segno della solidarietà». Tuttavia, il trasferimento dal chiuso Friuli dei monti al mare del Veneto è lo snodo fondamentale nella vita di M a ra … «Sì, il rapporto di Mara con certe figure parentali è di estrema importanza, perché lì ritrova quella dolcezza che la madre non sa esprimerle. Sotto la scorza ruvida di quei friulani, Mara percepisce sentimenti genuini, un calore che la riscalda. Ma il villaggio sul mare in cui Mara si troverà a vivere la propria infanzia e adolescenza diventerà per lei la vera casa. La Natura si fa grembo materno dove Mara può dissolvere i propri disagi e il suo corpo può non avere forma. L’orizzonte mai fermo tra cielo e mare diventa un’imma ginaria via di fuga dagli obblighi e restrizioni sociali, dal marchio di diversa che Mara si sente addosso».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>C’è un altro aspetto che si coglie nel seguire la vita di Mara fino all’Università, a Roma, i primi amori: quello del romanzo di formazione quando la bambina ormai donna supera, vince, il disagio della lontana vergogna. È d’accordo?</strong><br />
«Il libro è stato definito come un romanzo di formazione, ma è ben lontano dalla forma classica di questo genere. La storia narrata non è il passaggio ottimistico dalla gioventù alla maturità, ma, essendo calata nella società di oggi, riproduce quelle incertezze e contraddizioni che minano la fiducia nell’adultità e fanno prolungare lo stato dell’adole &#8211; scenza che non è più uno stato anagrafico. Mara, in questo, è uno specchio dei tempi perché rappresenta il disagio di chi deve crescere e non riesce a integrarsi in una società esageratamente competitiva, ostaggio di adulti che appaiono minacciosi».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lei è antropologa, ha lavorato sul campo sia in Tanzania che in Italia con ricerche sulle dinamiche dell’immigrazione. Ha fatto uso di questi strumenti per il suo romanzo?</strong><br />
«Sì, il libro ha anche uno sfondo di riflessione sociologica/antropologica. Da una parte mostra la difficoltà di crescere nella “società liquida” di oggi, con le sue forme continuamente mutevoli, l’eccessivo zelo o necessità di stare sempre al passo coi tempi. Dall’altra è un libro della memoria, che recupera valori di una volta, della società contadina, in contrapposizione ai ritmi veloci delle metropoli in cui Mara cerca di inserirsi. Inoltre il romanzo riproduce uno straniamento che è proprio dei migranti di prima generazione, quando entrano in contatto con una cultura “altra”».</p>
<div class='avia-button-wrap avia-button-left '><a href='http://www.edizionigrafite.it/laura2/wp-content/uploads/2014/04/gazzettamezzogiorno.pdf' class='avia-button avia-icon_select-yes avia-color-theme-color avia-size-medium avia-position-left '  target="_blank"   ><span class='avia_button_icon' aria-hidden='true' data-av_icon='' data-av_iconfont='entypo-fontello'></span><span class='avia_iconbox_title' >Scarica Articolo in PDF</span></a></div>
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		<title>Messaggero VenetoUna donna di provincia: fuga e ritorno.di Ilaria Gianfagna</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Apr 2014 12:11:32 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.lauralauzzana.it/wp-content/uploads/2014/04/Laura-Lauzzana_Messagegro-Veneto.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-251" alt="Laura-Lauzzana_Messagegro-Veneto" src="http://www.lauralauzzana.it/wp-content/uploads/2014/04/Laura-Lauzzana_Messagegro-Veneto.jpg" width="996" height="883" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>9 marzo 2011Accademia del silenzio</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Apr 2014 15:28:44 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[EventiPassati]]></category>

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		<description><![CDATA[Maratona del Silenzio - 9 marzo 2011 dalle ore 17.00 alle 23.00 presso la Casa della Cultura di Milano]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Maratona del Silenzio</strong><br />
<strong> 9 marzo 2011</strong><br />
<strong> dalle ore 17.00 alle 23.00</strong><br />
<strong> presso la Casa della Cultura di Milano</strong><br />
<strong> (via Borgogna, 9)</strong></p>
<p>Un incontro-dibattito con esperti di riverse discipline che racconteranno prospettive, studi ed esperienze silenziose.</p>
<p>Ecco il programma:<br />
Intervento introduttivo di Salvatore Natoli<br />
Il pensiero del Silenzio<br />
con Duccio Demetrio, Giampiero Comolli, Nicoletta Polla-Mattiot, Ugo Volli<br />
Scienza e silenzio<br />
con Antonio Arpini, Andrea Possenti<br />
Il silenzio delle parole<br />
con Angelo Andreotti, Giorgio Ieranò, Laura Lauzzana, Lidia Maggi , Stefano Raimondi, Luigi Spina<br />
Il silenzio dell’immaginazione<br />
con Massimiliano Kauffmann, Emanuela Mancino, Franco Piavoli, Giancarlo Planta<br />
Tempi, luoghi e suoni del silenzio<br />
con Marco Ermentini, Emanuele Ferrari, Daniela Finocchi, Gianni Gasparini, Giampaolo Nuvolati</p>
<p>Letture silenziose a cura di Maria Grazia Comunale</p>
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		<title>Libri di donnedi M. Barbara (pinkblog.it)</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Apr 2014 17:34:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[tunisi45]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggendo Il resto del giorno di Laura Lauzzana, edito da Aliberti, mi sono resa conto di quanto poco conosco delle scrittrici italiane. Insomma, siamo sempre lì a celebrare scrittrici di oltre oceano come la Weiner o oltre Manica come la Kinsella e non ci guardiamo mai intorno. Questo romanzo, ve lo dico subito, è stato [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Leggendo Il resto del giorno di Laura Lauzzana, edito da Aliberti, mi sono resa conto di quanto poco conosco delle scrittrici italiane. Insomma, siamo sempre lì a celebrare scrittrici di oltre oceano come la Weiner o oltre Manica come la Kinsella e non ci guardiamo mai intorno.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo romanzo, ve lo dico subito, è stato una sorpresa. Solitamente mi piacciono le storie che leggo, ma trovo poco rifinita la forma o la struttura narrativa. In questo caso l’uso del linguaggio è curato e di livello superiore alla media. Certo, non siamo di fronte a un classico da chick lit e quindi le parole, le espressioni, devono naturalmente prendere un’altra piega.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta infatti di un romanzo di formazione. Leggendolo assistiamo alla crescita di Mara, allo sguardo che sposta sulle persone e sugli avvenimenti, all’idea che se ne fa e che trae di se stessa, fino al superamento di un orizzonte ereditato dalla famiglia a favore di uno proprio.</p>
<p style="text-align: justify;">Molte di noi, diciamo di noi sugli ‘anta o che gli ‘anta abbiamo superato, si ritroveranno nella protagonista. Altre meno, specie se nate in grosse città, magari del centro sud. Laura Lauzzana mi sembra che porti, infatti, nel suo romanzo, tutto il proprio sentire di donna del Friuli che ha però visto il mondo. Non conosco la scrittrice, quindi potrei anche sbagliarmi su di lei, ma ho conosciuto diversi friulani. Il loro modo di raccontare, di essere antichi e moderni, chiusi e forti, testardi e affascinanti lo ritrovo anche qui.</p>
<p style="text-align: justify;">A volte, nella scrittura molto curata della Lauzzana, mi sembra anche di percepire una forte tensione. E’ come se volesse raccontare qualcosa di molto intimo e volesse contemporaneamente prenderne le distanze. Avrebbe potuto scrivere tutto il romanzo in prima persona per quanto sembra coinvolta dalla storia che ci presenta. Non credo che Mara sia lei, eppure è parte di lei e questa tensione fra narratore e personaggio mi ha trascinata di pagina in pagina.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono molto molto curiosa di leggere il prossimo romanzo di questa scrittrice, quello in cui, ne sono sicura, oserà di più. Posso anche dire, con un certo orgoglio tutto italiano, che spesso le nostre scrittrici, magari anche quelle alle prime armi, anche quelle che scrivono di chick lit, sono un passo avanti rispetto a chi vende milioni di copie in tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il perché non vengano valorizzate andrebbe chiesto in parte a chi lavora nel mercato dell’editoria ma anche, in parte, a noi lettrici: perché ci viene più facile comprare un testo di madre lingua inglese che non italiano?</p>
<p style="text-align: justify;">La citazione: Si ritirava in quel deserto di voci umane, che era la distesa di sabbia e la riva del mare. In autunno rimanevano, a un certo punto dello smantellamento balneare, solo gli ombrelloni. Così, in controluce, in fila, incappucciati e spogli di tutto il resto, erano come soldati in uniforme, disposti in ranghi a rendere omaggio all’ultimo sole convincente, e prendere così congedo.</p>
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		<title>Corriere della SeraForum: Leggere e scriveredi Paolo Di Stefano</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Apr 2014 17:32:36 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Barbara lunedì, 30 novembre 2009 Laura Lauzzana &#8211; Il resto del giorno Si parte dall&#8217;infanzia di Mara, la protagonista, che vive ai margini dell&#8217;umanità, sentendosi &#8220;altro&#8221; dalla sua famiglia e dalle persone che la circondano. In una confusione imperante lei è alla ricerca di un ordine interiore fatto di silenzio e pace. Solo vagando tra [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Barbara lunedì, 30 novembre 2009<br />
<strong>Laura Lauzzana &#8211; Il resto del giorno</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Si parte dall&#8217;infanzia di Mara, la protagonista, che vive ai margini dell&#8217;umanità, sentendosi &#8220;altro&#8221; dalla sua famiglia e dalle persone che la circondano. In una confusione imperante lei è alla ricerca di un ordine interiore fatto di silenzio e pace. Solo vagando tra i luoghi aspri e desolati della sua terra, un lembo di Friuli che si getta nel mare, riesce a trovare sollievo dalle inquietudini che la accompagnano in un quotidiano fatto di tradizioni popolari e rifiuti. La natura, con la sua predominanza assoluta, si sostituisce benevola ad una madre troppo fredda e distaccata, capace di slanci emotivi rari e mai del tutto disinteressati. Sarà proprio il rapporto conflittuale con una madre insoddisfatta, arrivata ad un punto della vita in cui, guardandosi alle spalle, deve fare i conti con desideri inespressi e fallimenti evidenti, a portare Mara ad un&#8217;esigenza anche fisica di allontanamento da quel nucleo parentale ingombrante.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;esperienza del collegio le permetterà di conoscere la prima vera alleata della sua vita, Daniela, coetanea ribelle e vivace. Con lei assapora il gusto dell&#8217;immaginazione sconfinata, delle piccole scorribande proibite e della supremazia sulle compagne più deboli. Un ambiente popolato di figure singolari e a tratti esilaranti, quello che la Lauzzana descrive nella narrazione dei tempi del collegio.</p>
<p style="text-align: justify;">Una realtà ormai lontana dal vivere comune, permeata dalla volontà di indipendenza delle ragazze, ma velata da un sentimento di abbandono mai del tutto sopito.<br />
La mano capace dell&#8217;autrice delinea personaggi femminili caparbi e a tratti aspri, in contrapposizione a uomini che si lasciano cullare dal vizio del bere e che, in molte occasioni, non sono in grado di condurre la famiglia.<br />
Ne esce un romanzo che profuma di altri tempi, dalla lirica emotiva e vibrante, privo di taglio puramente commerciale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne &#8220;Il resto del giorno&#8221; la teoria del &#8220;less is more&#8221; cede il passo all&#8217;introspezione e all&#8217;osservazione attenta del mondo. Come se la marginalità in cui Mara viene confinata, e in parte si confina lei stessa, fosse la chiave di volta per raggiungere la salvezza. Quel ritorno alle origini che, dopo il rifiuto iniziale di una vita di provincia, la riporta sui propri passi.<br />
La natura come componente fondamentale della sua serenità interiore, in grado di allargare gli orizzonti che, spesso, nelle grandi metropoli tendono invece a restringersi.</p>
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